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Somewhere over the rainbow..."malinconie brevissime e fuggitivo ridere"

"What are the links between this space and me? Where do questions on the infinity of time and space lead to? Civilizations built on revenge shall disappear. So would the others. Could we then go on thinking?" - There - E. ADNAN.
June 20

La même lune que moi

 
Guardando la notte da una finestra che a breve, forse, non sarà più mia.DSC01105
 
 
 
 
 
 
 
La triste luna perplessamente mi guarda...incuriosita è uscita dal suo nascondiglio fatto di alberi e ora mi osserva mentre con malizia si avvicina - piena, tonda, delicata - alla punta della Mole. Non ho resistito. Come non fumare una sigaretta godendosi questo spettacolo offerto spontaneamente dalla Signora? In un moto lento ma continuo ci gireremo intorno danzando. Il mio ululare tacito verso te sarà complementare ai tuoi silenzi assordanti e i nostri occhi rileveranno una complicità simmetrica, speculare. é il mio cuore che ti regalo per farti sentire meno sola circondata come sei da stelle che rubano la tua luce.
 

Oggi è iniziata la tregua tra Hamas e lo Stato ebraico. Pare che abbiano deciso possa durare almeno sei mesi.

...

La luna ormai si sta scontrando contro la cima della Mole.

 

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Ed ecco. Addormentarsi sulle note di Enzo Enzo, il video è stato preso da youtube...ma volevo farvi conoscere questa melodia:

 

 

 

 

Buona notte.                

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May 30

but i'm a creep

"tu che preferiresti? "

cosa voglio?

non lo so...i'm a creep, I'm a weirdo.
intanto domani vado e vedo. non so se è la scelta giusta, cavolo qualcuno può dirmi QUALE è la scelta giusta, e magari anche per cosa e per dove. perchè mi sono costruita una serie di miti da anni che ora ritrovo come macigni, pesi insostenibili.

I choose to live.

Lo so ma è difficile comunque. Una frase mi risuona tra le sinuose linee di quella scarsa materia grigia che dovrebbe appartenermi

Partire é la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo.

- Isabelle Eberhardt -

Però cazzo non ne so nulla.
Ho solo una paura fottuta di giocarmi il futuro. è così difficile per voi capire. perchè??? vi siete mai chiesti due cose in più? vi ponete qualche domanda in più? sono l'unica che si caga in mano? sono l'unica a non sapere dove andare nonostante grandi desideri! forse sono una superba e narcisista delle palle. Forse avevo fatto i conti senza l'oste.

"Sei una donna come tutte le altre!". Ancora e più fortemente siiiiiiiiiii. come- tutte- le-altre. e per te, uomo, mi dispererò, rinuncerò, farò la piattola-noiosa-gelosa e soprattutto per te, nonostante te, capisci? come siamo pazze? e sì, sono anch'io come TUTTE le altre, sono donna anch'io. fino ad ora hai fatto come ti pareva, avevo così alti muri. mah...

I want you to notice
When Im not around
Youre so fuckin special
I wish I was special

 

è che siamo pazze. sì. ma forse....

saremo insieme nella nostra tenuta hippie un giorno, vedrai, e ci saranno un milione di libri e cani e verdure e  bambini e pane caldo e artisti senza cartellino (Hamra)

May 14

cliché

 

Ritornano gli articoli di giornale dichiaranti una guerra civile. Ritorna la paura di una guerra civile. Ritorna nuovamente l'uso delle categorie paralizzanti che ostacolano la reale comprensione del pianeta Libano. Negli anni passati, alcuni analisti hanno rincorso l'inutile obiettivo di segnalare che la guerra del 75-90 non fosse unicamente civile bensì ulteriormente alimentata da un conflitto regionale e internazionale. Ho chiesto a un giornalista presente a Beirut nell’82 come mai spesso i suoi colleghi, e probabilmente anche lui, non furono così esaustivi nei loro servizi e si soffermarono sul ruolo interno al conflitto costruendo un’immagine eterodiretta e – a parer mio – in parte distorta dell’accaduto. La risposta se non ricordo male recitava così: in un servizio di 3 minuti è impossibile spiegare ad ascoltatori eterogenei quello che accade there, per sintesi, funzionalità e quindi per riuscire a trasmettere un messaggio al più ampio pubblico sovente si sceglie di aderire ad alcune formule stabilite inconsciamente. Es. oggi si potrebbe dire che Hezbollah stia riportando il Paese verso una guerra civile: notizia diretta e di facile comprensione. Tuttavia, l’indagine non può interrompersi qui. È basandosi su cliché - come insegna Amira Hass (oh my dear!) - che si commettono gli errori più gravi.


Con questo intervento non tento di deresponsabilizzare Hezbollah. Anzi. Tuttavia è necessario preporre al sempre più inesorabile conflitto libanese tali riflessioni al fine di non reiterare gli sbagli passati: un richiamo, questo, a “noi” pseudo-intellettuali occidentali per non cadere nuovamente in una sorta di pigrizia intellettuale (analizzata ampiamente da Georges Corm nel suo “Storia del Libano contemporaneo”) la quale alimentò un’indifferenza maggiore verso il Libano percepito come un Paese dove musulmani e cristiani si uccidevano fra loro, divisi fisicamente nonché mentalmente da una “linea verde”. Questi commenti mi sono peraltro stati indotti dalla consapevolezza che in Italia si ignora tutto o quasi tutto del Libano: collocazione geografica (confina con l’Egitto?), immaginario collettivo (esistono i parrucchieri?), alleanze politiche. Su quest’ultimo punto mi soffermo un attimo. Non si conosce infatti che le due grandi coalizioni politiche, le forze del 14 marzo e dell’8 marzo, attualmente siano l’unione di diverse confessioni religiose che solitamente l’occidente ritiene essere in lotta tra loro, come emblema dello “scontro di civiltà”. Di fatto, all’interno della coalizione filo-occidentale vi sono gruppi che rappresentano cristiani, sunniti, drusi...ugualmente Hezbollah è alleato a Michel Aoun e quindi riceve il sostegno dagli accoliti del “Generale”. In breve: da una parte e dall’altra cristiani e musulmani hanno creato delle alleanze politiche che mostrano come il problema non sia confessionale. La storia ha ampiamento raccontato lotte inter e intra comunitarie: non dimentichiamo che negli anni del conflitto libanese i cristiani si uccisero tra loro così come ad esempio gli sciiti (Amal contro Hezbollah). Ora, non voglio dire che i libanesi siano scevri di colpe costretti a subire l’altro. Corruzione, clientelismo, sistemi clanici basati sulle grandi famiglie di un tempo. Tutta la mia passione, tutta la mia paura non è di fatto rivolta a loro ma all’esercito invisibile che ogni giorno cerca di vivere il Libano, Beirut, la propria vita con la consapevolezza che un sorriso possa trasformarsi in un pianto nell’arco della stessa giornata perché scoppia una guerra che non aspettavi, perché sparano nuovamente dai tetti. Quindi il mio obiettivo è sperare che chi darà le notizie nei prossimi giorni non guardi alla commerciabilità della cronaca e che chi leggerà le notizie si poni delle domande più profonde. Io dall’italia questo posso fare, cercare di sensibilizzare i più. Mettere di fronte alla responsabilità anche il nostro governo pronto a ridefinire le regole di ingaggio di una missione come se stessimo veramente giocando a Risiko.

May 12

Miss Carfagna

non voglio mica fare l'acidona...però...mi sveglio alle sei e mezza, c'è un debole sole. il primo pensiero è: cosa farò nella vita? Penso a come trovare il modo di contattare Silvestro Montanaro vorrei fare uno stage con lui seguire le sue orme: è il mio idolo. Abbandono questa idea, non sono abbastanza qualificata, cos'ho da offrire? però è il lavoro che vorrei...vabbé penso di nuovo a inventarmi il futuro e penso alle pari opportunità. Mentre prendo il caffé alle 7h mi ritrovo la Carfagna che spreme sensualmente un limone tra le sue labbra semi aperte, le labbra ancora, il seno, i glutei mostrati abilmenti a delle signorotte in nero che la guardano con ammirazione...insomma il calendario rispolverato nel passato del nuovo Ministro delle Pari Opportunità visibile a questo link di Repubblica.it. è bellissima. davvero, io da donna posso dire che è stupenda. ora. Ho un certo timore. Perchè sono una stronza, il problema è mio. anch'io sono carina e non vorrei che fosse dimenticato che sono anche intelligente. Mi dico che devo essere meno stronza. Solo invidia la tua, vorresti essere tu Ministro delle Pari Opportunità...quanto ti brucia, più del limone che si spremeva tra la sensualità delle sua bocca. Però, mi dico, io vorrei fare politica da quando ho 19 anni, lei voleva fare la velina molto probabilmente, ha fatto miss Italia, trasmissioni in RAI...e poi con "Meno male Silvio c'é" nella sua primissima versione un numero di donne televisive come Elisabetta Gardini sono approdate al mondo maschilista-misogino della politica, dovendo subire continui insulti...

APROPARENTESI:

...dovendo giustificarsi con "ma io non l'ho data a nessuno": MALE! primo non giustificare, secondo se gli uomini non lo danno - e questo sarebbe da dimostrare - elargiscono favori di natura diversa. chi stabilisce quello che è più grave? se io uso il mio corpo per ottenere qualcosa è una moneta di scambio che non va a incidere sul circuito economico degli italiani; se io invece firmo appalti, prendo tangenti ecc...questo come dice il buon Travaglio (e smettiamola di accusarlo! anche se le sue recenti dichiarazioni a Torino non mi hanno garbato al 100% MENO MALE che c'è LUI a mostrarci l'immondizia della CASTA) incide sul buon governo e sui nostri miseri stipendi.

CHIUDOPARENTESI.

Ora, Carfagna...mi rivolgo a Lei. Non dica "io non mi interesso di queste cose" in riferimento a quanto dicono di lei i giornali esteri. Una pettinata all'ego va sempre bene, è bellissima ed è meglio che i giornali esteri notino quanto sia bella piuttosto che parlare della politica italiana. Ora si interessi se parlano di Lei come del Ministro più bello del mondo...è un ottimo trampolino di lancio: sarà da questo che volerà in caduta libera per dimostrare che oltre ad essere bellissima sarà in grado di fare molto per le Pari Opportunità, dimostrando che bellezza e intelligenza vanno di pari passi, dimostrando che ha a cuore il destino delle donne molto più di quanto abbia fatto la Prestigiacomo in precedenza. é una buona occasione, domani potrei così bere il caffè leggendo le varie proposte, le nuove leggi e le nuove opportunità per le donne promosse da Lei. Buon Lavoro!

In Fede,

una donna.

May 03

Beirut, Libano

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Cristiano Riccardo, Beirut, Libano. Tra Assassini, missionari e grands cafés, Torino, Utet, 2008.

La voglia ritorna in me di Libano. Basta un libro, finalmente un libro, sul Libano per farmi riscoprire le strade, i caffè, i luoghi, le bellezze e le contraddizioni del Libano. Non ho ancora finito di leggere, avrei dovuto forse aspettare per poter fare un intervento più significativo, come peraltro merita il libro. La voglia che nasce in me di riscoprire Beirut mi ha spinto a fare questo inciso subito, affinchè anche voi possiate cominciare e finire la lettura con me. Perchè scrivere di Libano?

"auguro pace a Beirut, al mare, alle dimore, alle rocce che ricordano volti di vecchi marinai. Beirut con il suo animo produce vino e sudore, pane e gelsomini con le fatiche dei suoi abitanti. Ma allora, come mai ha il sapore di fiamme e fumi?" (versi iniziali della canzone di Fairouz Le Beirut sulle note del concerto di Aranjuez) p. 3

Forse è per rispondere a queste domande che si scrivono libri, tesi, canzoni, poesie sul Paese dei Cedri. In Italia ancora troppo poco si conosce e troppo si ignora. Il coraggio di scrivere sul Libano è significativo, affrontare il commerciale con quello che non lo è. Spero che Riccardo Cristiano non sia l'ultimo; intanto godiamoci il gusto e il sapore del suo Libano e l'importante ricordo di Samir Kassir evocato nel testo ma soprattutto nella mente e nel cuore di...perché, come scrive l'autore, "Forse [...]capire non è un esercizio cerebrale e basta, ma un po' anche del cuore". E il mio, ieri, batteva stranamente mentre grazie alle descrizioni magnetiche di Riccardo Cristiano mi ritrovavo per le strade della capitale con il gusto amaro della Sua storia e alcune domande: "Perchè Beirut?" Quali sono le colpe e i tesori che questa città racchiude al Suo interno? Il rischio di una nuova guerra "civile" esiste? Riccardo Cristiano ci accompagna per mano verso un'indagine oculata raccontata anche attraverso gli occhi dei beirutini e, naturalmente, i suoi.

Buona lettura.

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