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November 13 parigiBuona sera.
parto parto parto! ariaaaaaaa, respiro, aria, dentro la pancia il diaframma i polmoni si preparano a respirare. Vorrei attraversare il mediterraneo e andare nel mio amato e fottuto libano. non posso ora. allora vado a Paris, mes chers amis. parigi per me è casa. mi sento molto paragina, fromage et baguette sotto l'ascella puzzolenta. non sarò in centro ma nella periferia e anche questo mi stuzzica. svegliarmi presto la mattina prendere il treno e muovere il mio sederonzolo per andare a fare un po' di ricerca alla biblioteque de science politique. ci vuole. uno stimolo, un imput per svegliarmi da questo letargo. acc, il letargo dovrebbe iniziare ora ma spero di essere inversa senno son guai chi me lo da sto pezzo di carta con scritto LAUREA? o laura come la chiama simpaticamente il mio babbo. Il Libano rimane sempre dentro in maniera sviscerale penso a Beirut ogni giorno. Mi ricordo, allora, il secondo giorno lì, con Rossella sulla terrazza del convento, ci siamo guardate a abbiamo detto "questo posto non lo dimenticheremo mai". guardavo la via sotto di noi e l'energia che traversava il nostro corpo era talmente originale che capimmo subito che in quel paese noi avremmo lasciato un pezzo del nostro corpo e della nostra anima. Non so, razionalmente, dirvi perchè. Non sapevo che il paese l'avremmo lasciato in lacrime, su un autobus per la Siria, per evacuare..brrr che parolaccia per me. la sensazione di fuga e vigliaccheria resta ancora nel mio inconscio. so che era l'unica soluzione possibile. capitemi però se restare mi sarebbe sembrato meno doloroso. Ora devo dire Grazie. devo tornare per sorridere ai miei libanini. per ringraziarli di avermi accolto nel loro paese offrendomi varie famiglie. solo grazie...guardando negli occhi mentre dico "sono tornata, come promesso".
Accetto il tempo tiranno; non si tratta di un capriccio, allora saprò attendere il giusto momento. il grazie assumerà ancora più valore con l'attesa. la pazienza, virtù dei forti; io lo devo diventare...allora mi metto le catene e resto dove sono. cerco di assumermi le mie RESPONSABILITA'. come figlia, sorella, studente e persone che abita il pianeta.
Sentire una bomba che ti passa sopra la testolina ti toglie e ti regala la vita. nello stesso attimo. ora posso scriverlo, non mi fa più così tanto male. il dolore della sofferenza, del vuoto, della fuga, c'è. ma ho vissuto un'esperienza notevole. devo farne tesoro. trasformala in positivo.
manca, libano. devo riempire il vuoto dentro con qualcosa di bello. anche per lui. devo iniziare a scrivere quello che ho imparato visto e vissuto. la forma è accademica. gli argomenti specifici. il sapore nella mia bocca è reale. le lacrime versate per ogni bomba per ogni morto per ogni ferito. anche. è il mio libano, il libano secondo Oriana. ora riempio il vuoto con Parigi e al mio ritorno devo scrivere. vi chiedo di aiutarmi. se vedete che ogni tanto voglio mollare. continuate a starmi vicino e a spronarmi.
CONTINUA...
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