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November 23 Il vuotoL'oroscopo di questa settimana di Rob (da Internazionale) mi consiglia di non parlare. piuttosto di sussurare, cantare...seguo l'esempio dunque, non vi racconterò del vuoto libanese. queste notizie oggi le potete trovare anche in italiano e sono state dette anche nei telegiornali. quindi saprete che non c'è ancora un nuovo presidente,rinviata l'elezione per il 30 novembre. e che dalla mezzanotte di oggi ci sarà un vuoto. lascio cantare Battiato.
[sottolineature mie] November 17 "diario di una vita altrove"i miei occhi. non vedono bene quello che scrivo. una leggera patina li riveste. opaca. le mie emozioni scrivono. ho risentito quel calore che tanto mi aveva affascinato nel mio viaggio in Libano. e mi ha investito con la sua forza, con i ricordi. forse la birra o l'amaro...amaro, come il sapore che mi è restato dans la bouche. ho conosciuto una ragazza libanese questa sera. subito, ci siamo scambiate i numeri, vuole rivedermi, siamo state bene. Lei è molto che non abita più in Libano, e mentre parlava mi sembrava di leggere il libro di Hoda Barakat "lettere da una straniera". è così che ci si sente o è così che non ci si sente più:
Il libro di Hoda Barakat è bellissimo come la sua anima, l'ho toccata ad una conferenza e ne ho assaporato la purezza. Da lì ho iniziato a sentirla. e leggendo i suoi libri questo sentimento si è fatto più forte. e stasera ancora di più perchè vedevo un riscontro negli occhi di questa ragazza, in Italia da poco. Vi invito alla Sua lettura se volete capire. Dicevo, questa sera ho ritrovato quel calore..."se vuoi ritornare a Beirut puoi stare con la mia famiglia, sans problem" e ancora "io vado a Natale, se vuoi venire con me ti ospitiamo noi". Io sono una sconosciuta per lei ma mi offre un nido. Questo capitava THERE. qui, non lo riesco a trovare spesso. o forse mai. Mi sento coinvolta, di nuovo. Il cerchio è ancora aperto. Ho davvero bisogno di ritornare per dire grazie, a tutti. a quelli che sotto le bombe mi chiamarono per sapere se IO avessi avuto bisogno di qualcosa...mentre io evacuavo e loro sarebbero rimasti lì, aspettando chissà quale sorte.E' questo che non dimenticherò mai. E spero di essere capace di trasmettere quel calore alle persone che incontro, spero che questa ragazza possa sentirsi più accolta dall'Italia tra le mie braccia che apro senza sforzo per lei e per tutti coloro che si sentono stranieri, sia fuori sia nella loro terra. November 14 la preghiera del ventoVi offro un anticipo, come premio della vostra attenzione :-), sulla frase che, credo, aprirà la mia tesi...soprattuto per chi il Libano non lo capisce e lo percepisce come un paese in continua lotta tra le diffenti comunità che non sanno neanche decidere da sole il loro Presidente:
non me la sento di tradurre pubblicamente questa poesia perchè non ho la capacità di richiamare la sua essenza, il suo profumo. chi ha poca empatia con il francese e vuole una traduzione personale e sentita, non da traduttore in linea, sa come raggiungermi.
November 10 nessuna stretta di mano tra Grossman e OlmertForse ha agito da padre o, forse, da attivista per una pace che sembra impossibile. "I did what I saw to be right, the interpreting of that move I leave to you. It speaks for itself," ha dichiarato David Grossman durante la serata per la consegna del Premio Emet, per l'Arte, la Scienza e la Cultura. Grossman ha ritenuto giusto non stringere la mano al Primo Ministro Olmert. Nella guerra con il Libano dell'estate 2006, il romanziere israeliano ha perso suo figlio Uri: " Certainly I am grieving, but I am more pained than angry. This country and what you and your friends are doing to it pains me". Il suo dissenso è politico; lui e altri intellettuali come Amos Oz chiedono a Olmert di non escludere Hamas dalla ripresa del dialogo con i palestinesi. L'anno scorso in occasione dell'anniversario della morte di Rabin, Grossman ha affermato: "at this time there is no king in Israel... our leadership is hollow." David Grossman è un autore israeliano e attivista nel "campo della pace". "Vedi alla voce: amore" è considerato il suo capolavoro. Durante la guerra con il Libano si è schierato inizialmente a favore della decisione di intervento presa dal governo israeliano ma in seguito ha domandato un cessate il fuoco esprimendo le sue preoccupazioni per il Paese dei Cedri (questo prima della morte del figlio). November 06 Il fatto
Penso solo che... Mancherà, una figura come la Sua. Negli anni in cui è rimasto nascosto, sapevo che era lì ad osservare e presto avrebbe parlato:
Ora, temo, si fermi tutto, le voci della resistenza saranno sempre meno forti e non avranno più quell'intelligenza sofisticata e nel contempo accessibile a tutti. temo che i modelli di riferimento a cui potranno ispirarsi i nostri figli saranno privi di ogni spessore, invece Lui e altri come Lui mi hanno insegnato da che parte stare, e non parlo di una polarizzazione politica ma della scelta di lottare per la verità, per la libertà e la giustizia:
November 05 la tartaruga
...oh, Vinicio, mi fai stringere il cuore...ogni tanto ho come l'impressione che la guerra interessa solo nel momento che c'è un'influenza eterodiretta, soprattutto mediatica, notizie cruente al telegiornale, immagine di morte in televisione; l'odore non arriva intanto, quello sì che ci farebbe stare male. quindi se la guerra fa notizia allora interessa. se il libano è in guerra fa notizia e quindi interessa...una stupida proprietà transitiva. ogni tanto penso: a parte nelle parentesi che vedono qualche deputato saltare in aria...la gente che nel 2006 ha visto le immagini del Paese dei Cedri distrutto, si chiederà come sta ora? se è riuscito a curare quelle ferite così profonde inflitte da questo gran balletto di bombe? Pare che del Libano non gliene freghi nulla, ma nulla, a nessuno se non laddove si può vedere un interesse strumentale più ampio necessario a risolvere quelle lotte di poteri regionali. sono domande retoriche ovviamente, non si può pensare che tutte le persone concentrino il loro baricentro di interesse verso Nasrallah & co. Mi provoca leggeri brividi il pensiero che i nostri interessi siano indirizzati da una moda commerciale su ciò che fa presa o no...cosa è fashion tra il mondo delle ingiustizie e cosa no...perchè non interessa veramente capire. no. non interessa capire, ma avanzare. osservando la mia lentezza e lamentandomene non posso che ricordare una canzoncina per i bimbi di Lauzi e Caruso che canto al mio nipotino spesso:
November 03 Il riso fa male agli uccelliniRice, Condoleeza Rice. Riso. Chicchi di riso lanciati in occasione di un matrimonio. O di una elezione presidenziale. La Rice attende fuori dal Serrail per lanciare il riso al nuovo presidente libanese. Solo se questo rientra nelle sue grazie, solo se è la forza del 14 Marzo che esce con il velo bianco dalla chiesa, maronita. Madame Rice accoglie positivamente il dialogo in corso, opponendosi però a un "compromesso" a sfavore del programma dell'attuale maggioranza. Mi immagino il manifestarsi della sua opposizione se il Libano dovesse, con un dialogo nazionale capace di mettere in accordo tutti (sono nel campo del pensiero ipotetico), trovare una posizione comune che consideri le varie posizioni del paese...ipotesi...ipotesi...perchè però, Lei, non dovrebbe accettarlo? Perchè un attore non libanese, che nulla ha fatto per fermare l'offensiva israeliana, osservando la distruzione del Libano senza dichiarare da subito un cessate il fuoco, dovrebbe decidere ora cosa è bene e cosa non lo è per il Paese dei Cedri? Se il Segretario di Stato delle Nazioni Unite esprimesse la stessa opinione sarei eventualmente d'accordo. non discuto le idee, ma del quadro giuridico nel quale esse vengono espresse. i chicchi di Rice fuori dalla chiesa possono fare male agli uccellini, non riescono a digerirli e spesso portano al soffocamento. |
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