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    November 23

    Il vuoto

    L'oroscopo di questa settimana di Rob (da Internazionale) mi consiglia di non parlare. piuttosto di sussurare, cantare...seguo l'esempio dunque, non vi racconterò del vuoto libanese. queste notizie oggi le potete trovare anche in italiano e sono state dette anche nei telegiornali. quindi saprete che non c'è ancora un nuovo presidente,rinviata l'elezione per il 30 novembre. e che dalla mezzanotte di oggi ci sarà un vuoto. lascio cantare Battiato.

    Il vuoto - Franco Battiato

    Tempo non c'è tempo sempre più in affanno
    inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto
    E persone quante tante persone un mare di gente nel vuoto
    year play rest my way day thing man your world life
    the hand part my child eye woman cry place work week
    end your end case point tu sei quello che tu vuoi
    government the company my company ma non sai quello che tu sei
    Number group the problem is in fact
    money money……
    Danni fisici psicologici collera e paura stress
    sindrome da traffico ansia stati emotivi
    primordiali malesseri pericoli imminenti
    e ignoti disturbi sul sesso
    Venti di profezia parlano di nuovi dei che avanzano
    year play……………….
    Tempo non c'è tempo sempre più in affanno
    inseguo il nostro tempo vuoto di senso senso di vuoto
    Danni fisici psicologici collera e paura stress
    sindrome da traffico ansia stati emotivi
    primordiali malesseri pericoli imminenti
    e ignoti disturbi sul sesso
    Venti di profezia parlano di nuovi dei che avanzano
    Tu sei quello che tu vuoi ma non sai quello che tu sei
    end your case point Tu sei quello che tu vuoi
    government and company my company ma non sai quello che tu sei
    number group the problem is in fact
    money money........
    Tempo non c'è tempo sempre più in affanno
    inseguo il nostro tempo
    vuoto di senso senso di vuoto

    [sottolineature mie]

     
    November 17

    "diario di una vita altrove"

    i miei occhi. non vedono bene quello che scrivo. una leggera patina li riveste. opaca. le mie emozioni scrivono. ho risentito quel calore che tanto mi aveva affascinato nel mio viaggio in Libano. e mi ha investito con la sua forza, con i ricordi. forse la birra o l'amaro...amaro, come il sapore che mi è restato dans la bouche. ho conosciuto una ragazza libanese questa sera. subito, ci siamo scambiate i numeri, vuole rivedermi, siamo state bene. Lei è molto che non abita più in Libano, e mentre parlava mi sembrava di leggere il libro di Hoda Barakat "lettere da una straniera". è così che ci si sente o è così che non ci si sente più:

    scansione0001

     

    "Noi che siamo rimasti fuori dal paese, non costituiamo una comunità. Non ci somigliamo, e non c'è niente che ci tenga uniti. Ci incontriamo di rado, e quando, per qualche caso, questo avviene, non vediamo l'ora di lasciarci, e ognuno se ne va per la sua strada, promettendo a gesti di chiamre presto, dopo un convenzionale scambio di rimproveri e scuse reciproche [...]"

     

    Il libro di Hoda Barakat è bellissimo come la sua anima, l'ho toccata ad una conferenza e ne ho assaporato la purezza. Da lì ho iniziato a sentirla. e leggendo i suoi libri questo sentimento si è fatto più forte. e stasera ancora di più perchè vedevo un riscontro negli occhi di questa ragazza, in Italia da poco. Vi invito alla Sua lettura se volete capire.

    Dicevo, questa sera ho ritrovato quel calore..."se vuoi ritornare a Beirut puoi stare con la mia famiglia, sans problem" e ancora "io vado a Natale, se vuoi venire con me ti ospitiamo noi". Io sono una sconosciuta per lei ma mi offre un nido. Questo capitava THERE. qui, non lo riesco a trovare spesso. o forse mai. Mi sento coinvolta, di nuovo. Il cerchio è ancora aperto. Ho davvero bisogno di ritornare per dire grazie, a tutti. a quelli che sotto le bombe mi chiamarono per sapere se IO avessi avuto bisogno di qualcosa...mentre io evacuavo e loro sarebbero rimasti lì, aspettando chissà quale sorte.E' questo che non dimenticherò mai. E spero di essere capace di trasmettere quel calore alle persone che incontro, spero che questa ragazza possa sentirsi più accolta dall'Italia tra le mie braccia che apro senza sforzo per lei e per tutti coloro che si sentono stranieri, sia fuori sia nella loro terra.

    November 14

    la preghiera del vento

    Vi offro un anticipo, come premio della vostra attenzione :-), sulla frase che, credo, aprirà la mia tesi...soprattuto per chi il Libano non lo capisce e lo percepisce come un paese in continua lotta tra le diffenti comunità che non sanno neanche decidere da sole il loro Presidente:

    " Votre Liban est compétition entre adversaires venant tantôt de l'ouest tantôt du sud. Le mien est la prière du vent qui s'attarde au matin quand les bergers conduisent leurs troupeaux au pâturage et chante encore au soir lorsque les paysans s'en retournent des champs et des vignobles. Votre Liban est un infini décompte de personnes, le mien est un sommet serein installé entre la mer et la plaine, comme un poète entre une éternité et l'autre. Un poète qui appuyerait sa tête sur son bras à l'ombre des cèdres sacrés, indifférent à tout sauf à Dieu, à la lumière et au soleil". (Khalil Gibran)

    non me la sento di tradurre pubblicamente questa poesia perchè non ho la capacità di richiamare la sua essenza, il suo profumo. chi ha poca empatia con il francese e vuole una traduzione personale e sentita, non da traduttore in linea, sa come raggiungermi.


     

    November 10

    nessuna stretta di mano tra Grossman e Olmert

    Forse ha agito da padre o, forse, da attivista per una pace che sembra impossibile. "I did what I saw to be right, the interpreting of that move I leave to you. It speaks for itself," ha dichiarato David Grossman durante la serata per la consegna del Premio Emet, per l'Arte, la Scienza e la Cultura. Grossman ha ritenuto giusto non stringere la mano al Primo Ministro Olmert. Nella guerra  con il Libano dell'estate 2006, il romanziere israeliano ha perso suo figlio Uri: " Certainly I am grieving, but I am more pained than angry. This country and what you and your friends are doing to it pains me". Il suo dissenso è politico; lui e altri intellettuali come Amos Oz chiedono a Olmert di non escludere Hamas dalla ripresa del dialogo con i palestinesi. L'anno scorso in occasione dell'anniversario della morte di Rabin, Grossman ha affermato: "at this time there is no king in Israel... our leadership is hollow." grossman-dal sito di rainews24

    David Grossman è un autore israeliano e attivista nel "campo della pace". "Vedi alla voce: amore" è considerato il suo capolavoro. Durante la guerra con il Libano si è schierato inizialmente a favore della decisione di intervento presa dal governo israeliano ma in seguito ha domandato un cessate il fuoco esprimendo le sue preoccupazioni per il Paese dei Cedri (questo prima della morte del figlio).

    November 06

    Il fatto

    enzo biagi Il fatto è che ci mancherà. Non voglio aggiungere parole alle parole che si diranno per tutta la giornata di oggi.

    Penso solo che...

    Mancherà, una figura come la Sua. Negli anni in cui è rimasto nascosto, sapevo che era lì ad osservare e presto avrebbe parlato:

    "Scusate, sono tanto contento di rivedervi. E confesso che sono anche commosso. Ma c'è stato qualche inconveniente tecnico che ci ha impedito di continuare il nostro lavoro. L'intervallo è durato cinque anni. Mi aveva avvolto la nebbia della politica".

    Ora, temo, si fermi tutto, le voci della resistenza saranno sempre meno forti e non avranno più quell'intelligenza sofisticata e nel contempo accessibile a tutti. temo che i modelli di riferimento a cui potranno ispirarsi i nostri figli saranno privi di ogni spessore, invece Lui e altri come Lui mi hanno insegnato da che parte stare, e non parlo di una polarizzazione politica ma della scelta di lottare per la verità, per la libertà e la giustizia:

    "[...]credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere;[...] credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra". Enzo Biagi.

    November 05

    la tartaruga

    "muore nell'ombra la vita, nel silenzio di tanti ricordi"

    ...oh, Vinicio, mi fai stringere il cuore...ogni tanto ho come l'impressione che la guerra interessa solo nel momento che c'è un'influenza eterodiretta, soprattutto mediatica, notizie cruente al telegiornale, immagine di morte in televisione; l'odore non arriva intanto, quello sì che ci farebbe stare male. quindi se la guerra fa notizia allora interessa. se il libano è in guerra fa notizia e quindi interessa...una stupida proprietà transitiva. ogni tanto penso: a parte nelle parentesi che vedono qualche deputato saltare in aria...la gente che nel 2006 ha visto le immagini del Paese dei Cedri distrutto, si chiederà come sta ora? se è riuscito a curare quelle ferite così profonde inflitte da questo gran balletto di bombe? Pare che del Libano non gliene freghi nulla, ma nulla, a nessuno se non laddove si può vedere un interesse strumentale più ampio necessario a risolvere quelle lotte di poteri regionali. sono domande retoriche ovviamente, non si può pensare che tutte le persone concentrino il loro baricentro di interesse verso Nasrallah & co. Mi provoca leggeri brividi il pensiero che i nostri interessi siano indirizzati da una moda commerciale su ciò che fa presa o no...cosa è fashion tra il mondo delle ingiustizie e cosa no...perchè non interessa veramente capire. no. non interessa capire, ma avanzare. osservando la mia lentezza e lamentandomene non posso che ricordare una canzoncina per i bimbi di Lauzi e Caruso che canto al mio nipotino spesso:

    "[...]La tartaruga un tempo fu
    un animale che correva a testa in giù.
    Come un siluro filava via
    che ti sembrava un treno sulla ferrovia.
    Ma avvenne un incidente: un muro la fermò;
    si ruppe qualche dente e allora rallentò.

    La tartaruga da allora in poi
    lascia che a correre pensiamo solo noi
    perché quel giorno poco più in là
    andando piano lei trovò la felicità
    :
    un bosco di carote, un mare di gelato
    che lei correndo troppo non aveva mai guardato
    e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa.[...]"

    November 03

    Il riso fa male agli uccellini

    Rice, Condoleeza Rice. Riso. Chicchi di riso lanciati in occasione di un matrimonio. O di una elezione presidenziale. La Rice attende fuori dal Serrail per lanciare il riso al nuovo presidente libanese. Solo se questo rientra nelle sue grazie, solo se è la forza del 14 Marzo che esce con il velo bianco dalla chiesa, maronita. Madame Rice accoglie positivamente il dialogo in corso, opponendosi però a un "compromesso" a sfavore del programma dell'attuale maggioranza. Mi immagino il manifestarsi della sua opposizione se il Libano dovesse, con un dialogo nazionale capace di mettere in accordo tutti (sono nel campo del pensiero ipotetico), trovare una posizione comune che consideri le varie posizioni del paese...ipotesi...ipotesi...perchè però, Lei, non dovrebbe accettarlo? Perchè un attore non libanese, che nulla ha fatto per fermare l'offensiva israeliana, osservando la distruzione del Libano senza dichiarare da subito un cessate il fuoco, dovrebbe decidere ora cosa è bene e cosa non lo è per il Paese dei Cedri? Se il Segretario di Stato delle Nazioni Unite esprimesse la stessa opinione sarei eventualmente d'accordo. non discuto le idee, ma del quadro giuridico nel quale esse vengono espresse.

    i chicchi di Rice fuori dalla chiesa possono fare male agli uccellini, non riescono a digerirli e spesso portano al soffocamento.