| Orianina's profileSomewhere over the rainb...PhotosBlogLists | Help |
Consigli prima dell'usoVorrei saper scrivere. vorrei saper incantare, tentare Te, portarti nel mio mondo e farlo sentire tuo. non sarà mai un Manzoni. è cultura pop, la mia. sono un po' pop e molto poco intellettuale. i refusi insieme a errori di sintassi, grammatica (eccetera) confermano.
Se leggi, e un po' mi imbarazza, avrò meno difese per te. In primis, saprai che non so scrivere e che i miei pensieri sono banali, noiosi. invece vorrei incollarlo quel tuo sguardo sulle lettere che batto-to-to-to. vorrei che tu ne avessi voglia, ancora di più. ho sempre contestato la lettura di certi romanzetti rosa. il mio è snobbismo a favore di Autoroni. o leggi il meglio o niente. allora io stessa ti consiglio di non leggere. non c'è tuttavia bisogno che te lo dica. vuoi sapere come finirà? inizierai e poi stanco ti dimenticherai che da qualche parte...l'arcobaleno...io. December 04 Libano, il ritorno!Ed eccomi qua: Libano. Once upon a time Oriana era in Beirut, ora a Dbayeh, due realtà completamente diverse “signori e signore che si dia inizio alle danze” il sipario si apre e presenta un nuovo scenario. Di fatto, è come se abitassi nuovamente in un paesino di provincia dopo aver assaporato i gusti cittadini. Beirut è un’entità unica in tutto il Paese sia nelle sue negatività sia per quell'aria tutta inquinamento e Cultura che si respira. Descrivere la magia di questo luogo è banalizzare ciò che rappresenta. non è il cemento e il traffico volgare che distingue la capitale dal resto del paese...è lo spirito beirutino (e non il show-off) che definisce il suo ruolo mitico. Comunque ora sono a Dbayeh, un nuovo inizio. Piovoso e ...pericoloso. La pioggia rende molte strade impraticabili, alcune auto sono vecchie e si fermano continuamente per via delle candele bagnate. Per dare un esempio: andando a fare la spesa abbiamo preso due taxi, uno in andata e uno per il ritorno. Orbene, entrambi hanno fatto un piccolo incidente e nessuno si è fermato per chiamare il perito. Anzi, il primo taxi - che non poteva affatto permettersi di aver ragione - si è persino messo a gridare contro il conducente dell’auto tamponata il quale, ovviamente, voleva imbastire un discorso per un eventuale risarcimento.
Bisogna comunque riconoscere che abbiamo ricevuto un particolare benvenuto. La mattina seguente le sopraccitate peripezie automobilistiche mi sono svegliata credendo che niente avrebbe potuto perturbare la mia quiete. Come dirlo...mi son sbagliata! Mentre ero in cucina a preparare il thè una macchiolina nera sempre più grande ha attraversato la stanza per finire a nascondersi dietro il frigorifero...un bel topolino. Errata corrige: un topolone gigante, una pantegana, altro che il tenero protagonista di “Ratatouille”. Il tutto è finito drasticamente per l’insolito ospite e non entro nei particolari in quanto «ho visto cose che voi uomini neanche immaginate (navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. Ho visto i raggi B balenare alle porte di Tannhäuser. Tutti questi momenti andranno persi nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire». Tratto dal film Blade Runner)
Il cibo libanese è come lo ricordavo, squisito. Ogni giorno mi riprometto una dieta...da cominciare il lunedì seguente. In quanto forza di volontà non rappresento un esempio da emulare. Sono, tuttavia, in Libano come promesso un dì. E sono tra i miei nuovi amici: gli anziani che usufruiscono dei servizi di Caritas Lebanon-Migrants Center al campo palestinese di Dbayeh. Gli utenti parlano tutti e solo arabo: io non capisco e questo genera in me una sorta di frustrazione perché vorrei esprimermi e ascoltarli, stabilire con loro una relazione più profonda per cancellare un po’ di solitudine e di quotidiana problematicità.
E c’è una nuova “finestra” che disperde il mio sguardo verso uno scorcio di orizzonte bagnato dal mare...racchiuso tra due palazzoni e con la continua presenza di petroliere e navi assolutamente inestitiche ma i tramonti sono di fatto suggestivi e io, come il Piccolo Principe, mi ritrovo a osservarli con un po’ di nostalgia nel cuore e dubbi e speranze per l’avvenire.
Halas. Basta. Ho voluto narrare delle briciole di me. Attendo qualcosa di voi da voi.
Et voilà : Liban. Once upon a time, Oriana était à Beirut maintenant à Dbayeh, deux réalités complètement divergées « Messieurs et Mesdames, on commence les dansés », le rideau s'ouvre et il présente un nouveau scénario. De fait, il est comme si j'habitais nouvellement dans un village de province après avoir savouré les goûts citadins. Beyrouth est une entité unique dans tout le Pays soit pour sa fiction et son apparence soit pour son air toute pollution et Culture qu'on respire. Décrire la magie de ce lieu il est comme banalisé ce qu'il représente. Ils ne sont pas le ciment et le trafic vulgaire qui distinguent la capitale du reste du pays... c'est l'esprit beyruthin (et pas le show-off) qu'il définit son rôle mythique. De toute façon maintenant je suis à Dbayeh, un nouveau début. Pluvieux et... dangereux. La pluie rend impraticables les routes, beaucoup de voitures sont vieilles et elles s'arrêtent continuellement pour les bougies baignées. Pour donner un exemple : pendante on est en train d'aller faire les courses nous avons pris deux taxis, un pour allée et un pour le retour. Bien, tous les deux ont fait un petit incident et personne ne s'est arrêté pour appeler l'expert. Au contraire, le premier taxi - qui ne pouvait pas se permettre d'avoir raison - s'est mis à crier contre l'autre conducteur qui, évidemment, voulait commencer un discours pour une éventuelle indemnisation.
Il faut reconnaître que nous avons reçu un grand bienvenu. Le matin suivant ces péripéties je me suis réveillée en croyant que rien aurait pu perturber mon calme. Mais... Je me suis trompée ! Pendant que j'étais en cuisine à préparer le thé quelque chose de noir de plus en plus grand a traversé la chambre pour finir à se cacher derrière le réfrigérateur... un beau rat géant pas mignon comme le tendre protagoniste de « Ratatouille ». L'histoire est finie dramatiquement pour l'insolite hôte et je n'entre pas dans les détails puisque « j'ai vu des choses que vous n'imaginez (de bateaux de combat en flammes au large des bastions d'Orione. J'ai vu les rayons B traverser l'esprit aux portes de Tannhäuser. Tous ces instants devront être perdus dans le temps, comme larmes dans la pluie. Il est temps de mourir». Trait du film Blade Runner)
La nourriture libanaise est comme je me rappelais, exquise. Chaque jour je promets de me mettre au régime... à commencer du lundi suivant. À force de volonté je ne représente pas un exemple à émuler. Je suis quand même au Liban comme j'avais promis un jour. Et je suis parmi mes nouveaux amis : les âgés qui jouissent des services de Caritas Lebanon-Migrants Center au champ palestinien de Dbayeh. Ils parlent tous et seulement arabe : je ne comprends pas et ceci engendre dans moi une sorte de frustration parce que je voudrais m'exprimer et les écouter, établir avec eux une relation plus profonde pour effacer un peu de solitude et des problèmes quotidiens. Et il y a une nouvelle « fenêtre » qui disperse mon regard vers un horizon baigné de la mer... renfermée entre deux palais et avec la présence continue de pétroliers, mais les couchers de soleil sont quand même suggestifs et je me retrouve, comme le Petit Prince, à observer le ciel avec un peu de nostalgie dans le coeur et de doutes et des espoirs pour l'avenir. Halas. Il suffit. J'ai voulu donner quelques miettes de moi. J'attends quelque chose de vous par vous. |
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