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    March 31

    federico Maria

    questo blog nato come ho già detto per essere Libanese ha bisogno di vita, una nuova, quella del mio nipotonzolo Federico. Ho scritto che a volte viene il vomito per tutta la violenza, il dolore, la cattiveria...ma in questi giorni, nei giorni in cui una nuova creatura si affaccia al mondo, ho una tale gioia dentro che è indescrivibile. vedere quel cuciolo...mondo ti presento Federico Maria. Federico Maria ti presento il mondo. ti sconvolgerà. amerai la vita con esaltazione. la piangerai. la offenderai e la disprezzerai. ma la vivrai fino in fondo con l'emozione del primo giorno e la curiosità. e la zia ti accompagnerà e ti sosterrà (anche zia tiziana ovvio), come sempre ha avuto conforto dalla tua mamma, Ilaria, eroina indiscussa di questi giorni. Il dolore che una donna è in grado di sopportare per dare alla luce una creaturina è inimmaginabile, soprattutto se come al solito ci sono delle complicazioni. è mio nipote.
    grazie Vita.
    March 27

    post bellum

    al di là di tutto...oggi sto bene.
    ho deciso di essere un po' autoreferenziale.
    questo blog è nato per essere lubnan.
    allora ho deciso di inserire qui di seguito una cosa scritta moooooooooooolti mesi fa. alcune sfumature sono colorite chiedo venia, ero appena tornata dall'evacuazione...la rabbia era ancora presente. ora sono più distanziante e anche per la mia tesi cerco di essere maggiormente scientifica.
    ecco a voi:
     
    "

    Ho scritto queste riflessioni personali appena tornata in Italia a seguito dell'inizio della guerra. Ora sembrerebbe sia stato raggiunto un accordo. La guerra è finita...? Israele si dichiara vincitore, Nasrallah fa lo stesso. I veri perdenti siamo noi che guardiamo inermi ciò che accade nel mondo senza poterlo cambiare, sono i 1000 morti libanesi, i 100 morti israeliani, i rifugiati che hanno perso tutto...e i futuri morti che incontreranno una mina inesplosa magari nella ricerca di qualcosa che gli appartiene sotto le macerie delle loro proprietà...o come spesso accade i bambini che non sapranno distinguere il pericolo...




    Beirut trema pervasa da un sentimento di vuoto, di solitudine. Tutto accompagnato dalle grida di morte udibili in ogni momento del giorno e della notte, udibili in ogni luogo o non luogo del mondo anche dall' Italia, quando si riesce a chiamare al telefono gli amici rimasti al Sud. Il terrore è dentro gli occhi di ognuno ma la paura è soprattutto presente nel ricordo di chi, la guerra, l'ha già vissuta. Chi, quando sente un aereo volare o un suono rotondo o acuto (forte e improvviso) rievoca un conflitto spaventoso che dissanguò il Libano per 15 anni, indelebile nell'anima del paese e delle persone come una cicatrice troppo profonda e ancora dolorosa per essere dimenticata. Ora, questa ferita si riapre sotto la caduta di doni israeliani. In un tragico evento inaspettato...anche se, nelle discussioni politiche che hanno alimentato il mio soggiorno beiruttino, gli ottimisti ben informati hanno sempre temuto un ritorno alla guerra; più per scaramanzia forse o per allontanare uno spettro che ora ha carne, si impersonifica nei bombardamenti, nei civili che soffrono, fuggono, muoiono. Nei palazzi che portavano già su loro i segni delle passate sofferenze.


    In pochi giorni i giovani libanesi hanno visto frantumarsi le loro speranze e ambizioni. Piccoli durante l'invasione israeliana dell' '82, ora la subiscono nel momento delicato della loro vita in cui i sogni e i progetti per il futuro prendono forma, colore; ora che avrebbero potuto contribuire, con la loro intelligenza, vivacità e determinazione, a riportare il Libano al suo antico splendore. Il paese dei Cedri stava rinascendo, nuove opportunità si presentavano insieme ad una stagione estiva promettente sotto l'auspicio di un turismo favorevole per un inizio di ripresa economica. I turisti non sono arrivati però, anzi sono fuggiti. in arrivo ci sono solo missili. La sensazione, la prima, claustrofobia. Chiusi in un paese dove evacuano tutti e anche i tuoi amici italiani, francesi, inglesi. Tu resti e resti solo. Perché non puoi e non vuoi andare altrove. Perdere tutto di nuovo, adesso come allora. Bisogna restare e difendere il nido, difendere la vita ripresa con tanta fatica e che iniziava a piacere dopo anni di sofferenza.


    La reazione di Tel Aviv non è ammissibile. Un intero paese in macerie come risposta al rapimento di due militari israeliani in cambio della liberazione di detenuti in Israele. L'invasione di uno Stato che nega ogni responsabilità e complicità nell'azione del Partito di Dio, unico attore. Nessuna possibilità per il Libano e i suoi cittadini ( maroniti, drusi, sunniti, sciiti ecc..) di arrivare ad un compromesso, un accordo per riuscire a salvarsi. Nessun ruolo per loro. Possono solo aspettare mentre osservano impotenti il dilagare della morte e della distruzione. La sorte del loro paese è decisa da Hezbollah, da Israele e dai giochi nascosti di altri agenti; il vero motivo dell'attacco israeliano non è ancora palesato.


    Da anni le risoluzioni dell'ONU sulla questione libanese (tra le tante si ricorda la n. 1559) affermano la sovranità e l'indipendenza del Libano come principio inviolabile. Forti le pressioni contro la Siria, a cui venne imposto il ritiro dal Libano dopo anni di occupazione, e contro Hezbollah, per un suo totale disarmo, soprattutto da parte di Francia e Usa che furono tra i principali artefici e sostenitori di queste dichiarazioni. La Siria in primis insieme ad altre voci provenienti dal mondo arabo chiesero al Consiglio di Sicurezza che anche le risoluzioni prese contro Israele (n.242 ad esempio) venissero rispettate. Il problema dell' Alture del Golan, di fatto, non è stato ancora risolto.

    Perché tanta fermezza e imposizione solo su determinate risoluzioni?

    Perché il territorio del Libano viene considerato sovrano e inviolabile solo se la minaccia proviene dalla Siria e non da Israele?

    Infatti, dall'inizio degli scontri gli Stati Uniti hanno dato il loro appoggio a Israele, considerando quello subìto da Tel Aviv un attacco terroristico da cui era giusto difendersi. In breve tempo si è così permessa la distruzione di un intero paese senza colpa, se non quella della sua fragilità e instabilità politica (da ricordare che il Libano è suddiviso in 18 confessione religiose diverse; inoltre se si considera la non laicità dello Stato è facile immaginare la debolezza di un consenso operativo in seno al Governo). Con il loro atteggiamento, gli Stati Uniti d'America si sono auto proclamati giudici del conflitto e sul tavolo degli imputati sono stati posti i due paesi limitrofi che dominano la regione: Siria e Iran (ma se la colpa non è del Libano, allora perché bombardarlo?). Nessun accenno di critica sull' atteggiamento di Israele da parte dell'amministrazione Bush mentre la Francia parla di risposta israeliana sproporzionata e Kofi Annan distribuisce in parti uguali colpe e responsabilità. Nonostante l'impegno del Segretario ONU, resta palese e allarmante la debolezza delle Nazioni Unite; sembra che l'unica competenza del palazzo di vetro sia più che altro di natura consultiva ed esecutiva mentre l'aspetto decisionale rimane interamente nelle mani della Rice e dello Stato che rappresenta.

    Forse era meglio costruire una palazzo di mattoni anziché di vetro come la favola dei Tre Porcellini docet.


    Sovente, dopo il mio ritorno in Italia, ho sentito eguagliare gli Hezbollah ai terroristi.

    Il Partito di Dio è definito dalle Nazioni Unite “elemento armato”. Il disarmo era uno dei punti in questione nelle riunioni del governo libanese tenutesi al Gran Serraglio.

    Nelle conferenze per il “Dialogo nazionale” erano mesi che si cercava di affrontare l'argomento e trovare una soluzione. Ora pare che questa sia stata decisa da Israele, nel peggior modo possibile. La delicatezza del problema del disarmo risulta nell'identità stessa di Hezbollah. In tre mesi di esperienza in Libano, mai ho sentito parlare di Nasrallah come un Bin Laden libanese; mai ho sentito definire terroristi chi nel 2000 ha liberato il sud del Libano dall'occupazione israeliana nell'entusiasmo generale. Molti erano stanchi delle operazioni di guerriglia operate in modo isolazionista da Hezbollah perché temevano che queste potessero allontanare il desiderio di pace e sovranità tanto agognato dalla popolazione .

    L'opinione pubblica contraria agli hezbollah esisteva e cresceva; l'attacco israeliano ha però sortito in parte un effetto diverso da quello sperato. Sentendo vicina e imponente la minaccia di Tel Aviv e osservando la resistenza indefessa del Partito di Dio, molti si sono sentiti protetti da quest'ultimo. Soprattutto tra i giovani, Nasrallah è diventato un simbolo di opposizione ad Israele. Purtroppo questa è una conseguenza anche della debolezza dello Stato Libanese. Se si iniziasse a pensare un processo di laicizzazione dello Stato, questo sarebbe un primo passo verso la libertà e sovranità del Libano. In questo modo si smetterebbe l'invito ufficiale di poteri stranieri nel paese. Uno Stato non confessionale non permetterebbe delle ingerenze così cruente sul proprio territorio.


    Ancora una volta Israele ha violato il Libano come accadde drammaticamente nel 1982. La Siria ha il peso di un'occupazione durata vent'anni, l'errore di non avere mai accettato l'indipendenza del Paese anelando ad un totale controllo sociale, politico e culturale sulla popolazione. L' Iran ha la responsabilità di sostenere Hezbollah a livello politico, militare,finanziario, ideologico. Motivi questi che hanno indotto gli Stati Uniti a sostenere Israele versus il nemico nucleare “Iran”. il territorio di questo paese stupendo è da sempre usato come ring per discutere giochi di forza; per vincere una nuova partita a risiko.

    Le Nazioni Unite e l'Unione Europea si macchiano di assenza reale di potere decisionale o operativo.


    Qual è la colpa dei rifugiati palestinesi, degli israeliani di Haifa, dei bambini di Qana? Dei civili che muoiono per far giocare i potenti?


    Povero Libano...ma i libanesi sono forti e ancora una volta nasceranno dalle ceneri della fenice.


    tienimi la testa mentre...

     

    non riesco a dormire.

    ci proverò. tu non sei la mia realtà, allora scrivo a te i miei pensieri. ti uso da diario segreto. mi fa un po' schifo tutto. domani sarà un altro giorno e ricomincerò ad avere il sorriso di sempre. sono stanca anch'io. molto. è stato un anno difficile. troppe cose insieme. per le mie piccole spalle. dover imparare a vivere in un anno. dovere imparare a stare in un mondo brutto fatto di morte, dolore, guerre, dolore, aggressioni, dolore.

    e poi stasera, vai al lavoro...uno ti punta il coltello contro per prendere l'incasso. e va in cerca di una dose. lo prendono e dopo 20 minuti è fuori. e allora, cazzo, ho voglia di vomitare tutto lo schifo che mi circonda. urlo e scappo. il coltello fa paura. fa più paura pensare che non esiste giustizia. che i potenti che fanno le guerre manovrano il mondo da una poltrona d'oro, che chi mi picchia per strada è fuori, che chi mi punta un coltello contro è fuori. fanculo tutto. tutti. e allora capisci che le attenzioni di una sera, una volta ogni due mesi non possono bastare. ma le vivi, perchè la vita è talmente imprevedibile che vivere anche solo una notte di emozione, nutre lo spirito. e mentre vomiti la merda che esiste, l'emozione di un'ora è la mano amica che ti tiene la fronte. quando vomiti.

    Con "affetto"

    Or