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    July 30

    riflessioni notturne nel caldo fine luglio

    Siamo agli sgoccioli di luglio. Fa caldo e anche le idee più originali scarseggiano. mi sono fermata un po' nella scrittura. la situazione non cambia anzi segue un corso sempre più tormentato. Una mia amica dice che sto diventando pessimista, che osservo il mondo con occhi più cupi. medito su queste frasi. gli ideali e i sogni persistono ma ora conosco qualcosa in più che non posso accantonare. Le grandi azioni si compiono nel piccolo e medio raggio e ci si interroga: "cosa si può fare per rendere migliore questo mondo?". Vero ma quando si vivono degli eventi su vasta scala si fa fatica a staccare la mente da Là. Si è obbligati quasi a rivolgere una riflessione ambiziosa sull'intero globo. Fortunatamente c'è chi lotta, chi a distanza di un anno non si è stancato e continua a reclamare l'importanza di un'inchiesta. Non solo per i crimini di guerra, per le violazioni del diritto internazionale umanitario esercitate impunemente in questo conflitto. Le Parti belligeranti non hanno saputo, o voluto, proteggere la popolazione e hanno violato tra gli altri il principio di distinzione, di proporzionalità ecc... Nessuno è stato punito. il diritto bellico non serve praticamente più se le sue leggi non vengono rispettate, se nessuna inchiesta internazionale viene avviata per punire i responsabili di queste atrocità. Meglio, così quelli dopo e quelli dopo ancora potranno sentirsi tranquilli nel compiere rappresaglie, nel bombardare obiettivi non militari, privare una popolazione di acqua, corrente e bloccare anche gli aiuti umanitari. O ancora farsi scudo con la popolazione, metterla in pericolo, bombardare un paese con armi non convenzionali, tra cui bombe a frammentazione. Le due parti sono rei dei morti, dei feriti, degli sfollati, dei rifugiati...Non sono pessimista. Ma finchè un'inchiesta non sarà avviata difficilmente potrò fare un sorriso liberatorio, fiducioso che mi faccia sperare in un happy end. jalla bye, je suis fatiguée
    July 12

    un anno fa...ricordi?

    Scrivere in maniera estemporanea di un anno fa...

    Meglio. Coinvolgere nei miei ricordi coloro che sanno. Modificare questa malinconia appiccicata da stamattina sulla mia pelle in qualcosa di costruttivo.

    Abituata nella mia campana di vetro, protetta dai miei cari come la rosa del Piccolo Principe. Poi, il 12 luglio 2006 un'incrinatura nel vetro. Sono rimasta nuda, esposta alle bruttezze della vita. I rumori-le immagini-i dolori. Ho perso qualche petalo. Ho formato qualche spina in più. A volte pungo anche gli amici ma è difficile abbassare la guardia.

    Così ho scoperto il sistema mondo. Una grande tempesta ha cercato di sdradicarmi dal terreno; per un po' ho girato al centro dell'uragano che era riuscito a risucchiarmi. Si può chiamare anche depressione. L'inizio della conflagrazione è stato l'esordio dell'avventura nel mondo dei dolori piccoli e grandi, delle paure, delle delusioni e di un senso di inadeguatezza insostenibile. Quando non hai più certezze, l'Insicurezza, questo grande demone, trova terreno fertile e ti spinge sempre più lontano dalla realtà, dalla tua vita, dagli affetti. I sogni? I sogni vanno ricostruiti piano piano. Moni Ovadia consiglia: "Se non sai dove stai andando, girati per vedere da dove vieni". Da dove vieni però non basta più. I mondi sono due e non si assomigliano. "La strada prosegue senza fine lungi dall'uscio dal quale parte. Ora la strada è fuggita avanti, devo inseguirla ad ogni costo rincorrendola con piedi alati sin all'incrocio con una più larga dove si uniscono piste e sentieri. E poi dove andrò? Nessuno lo sa." J.R.R Tolkien (1937).

    E' passato un anno.

    Non sono ancora riuscita a tornare, come promesso il giorno che mi spinse lontano. Rincaserò, le promesse devono essere mantenute altrimenti i bambini restano delusi. E ringrazierò tutti voi portandovi una rosa, magari ammaccata ma che è riuscita ad andare avanti pur voltandosi indietro ogni giorno, senza dimenticare. MAI. Allora dirò: "Vi ricordo, vi ricordo tutti, amici miei, tutte le famiglie nuove che ho trovato, le amicizie e gli amori. Tutti coloro che mi hanno incontrata. E che hanno pensato a me almeno una volta durante quest'anno. Magari con un sorriso." Anche se con fatica, apro le labbra e cerco di spingere in su gli angoli della bocca. Sospiro. Un nuovo sorriso. Per voi e per il Libano. Grazie per essere entrati in me.

    Il libano lo ricordo anche così, con una birra e dietro...il Paese dei Cedri.

    Oriana

     

    Écrire en manière improvisée les événements de l'année passée...

    Faire mieux. Impliquer dans mes souvenirs ceux qui savent. Modifier cette mélancolie, collait à ma peau depuis cette matinée, dans quelque chose de constructif. Habituée dans mon globe, protégée par mes chers comme la rose du Petit Prince. Ensuite, le 12 juillet 2006 une fêlure dans le verre. Je suis restée nue, exposée à les laideurs de la vie. Les bruit- les imaginés- les douleurs. J'ai perdu quelques pétales. J'ai formé quelques épines en plus. Parfois je pique même les amis, mais il est difficile abaisser la garde et être sans défense. Ainsi j'ai découvert le système monde.

    Une grande tempête a cherché de me déraciner du terrain ; pour un peu j'ai tourné au centre de l'ouragan qui était réussi à m'engloutir. On peut le appelait aussi "dépression". Le début de la conflagration a été l'exorde de l'aventure dans le monde de la douleur, petite et grande, des peurs, des déceptions et d'un sens d'inadéquation insoutenable. Lorsque tu n'as plus de certitudes, l'Insecurité, ce grand démon, trouve terrain fertile et il te pousse toujours plus loin de la réalité, de ta vie, des affections. Les rêves ? Les rêves vont reconstitués doucement... doucement.

    Moni Ovadia conseille : "Si tu ne sais pas où tu vas, tourne-toi pour voir d'où tu viens". "D'où tu viens" cependant ne suffit pas. Les mondes sont deux et ils ne se ressemblent pas.

    "La route poursuit sans fin loin de la porte d'où elle vient. Maintenant la route a fui en avant, je dois la poursuivre à tout prix en la poursuivant avec des pieds ailés jusqu'au croisement avec une plus large où on s'unit des pistes et des sentiers. Et ensuite où j'irai? Personne ne le sait." J.R.R Tolkien (1937). (la traduction est la mienne, excuse moi, vous connaissez le niveau de mon français)

    Il est passé un an. Je n'ai pas encore réussi à revenir au Liban, comme j'ai promis le jour qui m'a poussée loin. Je rentrerai, les promesses doivent être maintenues autrement les enfants restent déçus. Et je remercierai tous, en vous portant une rose, peut-être cabossée, mais qui a réussi à aller en avant quand même en se tournant en arrière chaque jour, sans oublier. JAMAIS. Alors, je dirai : "Je vous rappelle, je vous rappelle tous, mes amis, toutes les familles nouvelles que j'ai trouvé, les amitiés et les amours. Tous ceux qui m'ont rencontré. Et qu'ils m'ont pensé au moins une fois pendant cet an, peut-être avec un sourire." Même si avec fatigue, j'ouvre les levres et je cherche à pousser vers le haut les angles de ma bouche. Je soupire. Un nouveau sourire. Pour vous et pour le Liban. Merci d'être entré dans moi. Le Liban je le rappelle aussi comment ça, avec une bière et derrière... le Pays des Cèdres. Oriana

    July 07

    The National Tabbouleh Day: 2007

    Oggi è la Giornata Nazionale del Tabbouleh nella sua edizione 2007, più speciale oggi, perchè il Ministro del Turismo Libanese ha ufficialmente accordato la sua approvazione.

    Quest'anno la festa cade il 7-7-07, adoro questa combinazione di numeri!, normalmente è "celebrata" il primo sabato del mese di luglio. Una grande manifestazione si terrà a Souk el Tayeb à Saifi Village (vicino a dove abitavo io uffa...).

    Nel sito ufficiale si legge questa introduzione:

    "il Tabbouleh è il più famoso piatto tradizionale libanese, adulato da tutti gli abitanti del Paese dei Cedri ed adottato da numerosi gastronomi nel mondo. Piatto riunificatore, se ne esiste uno, in un paese logorato da guerre e tensioni; piatto simbolico per la diversità dei suoi ingredienti come lo è la nazione libanese: come questa, la sua armonia delicata è minacciata se uno dei suoi componenti è messo da parte o anche trascurato mentre i suoi colori, verde, bianco e rosso sono quelli della bandiera libanese."

    http://www.nationaltabboulehday.com/php/news_en/show_news_en.php#up

    Perchè ho deciso di scrivere questo post?

    In Italia spesso quando parlo di Tabbouleh, la gente ritiene di sapere cosa sia. Molti sono stati in Francia e pensano che quello sia Tabbouleh in quanto esso è un piatto le cui origine sono contese fra tutti i popoli nordafricani...ma é LIBANESE! Ci sono svariate ricette tra poco vi mostrerò due esempi. Il primo è un tabbouleh più noto come quelli che in Francia vendono già confezionato. Spesso andavo a Leclerc e mi salvavo il pranzo con una di queste scatolette, il problema era l'uvetta e dovevo minuziosamente scartarla come nel panettone! La seconda ricetta è un mix fatto da me. Ho trovato svariate idee da internet sul the original tabbouleh...così ho fatto un "copia e incolla" e poi un decoupage. Ho letto anche le varie critiche e i consigli. Poi ho cercato di ricordare sul palato il MIO gusto...era (perché da quando son tornata in Italia non l’ho più mangiato) uno dei miei piatti preferiti primo perchè adoro il prezzemolo (vi prego per la ricetta usate quello fresco e non surgelato!) e poi perchè interagivo con l' Insalata che io in genere qui in Italia non mangio, perchè non sono una Capretta... Ho notato che c'è una cosa che fa particolarmente incazzare tutti...la terminologia. Vi prego per la seconda volta oggi - e non succederà mai più fino a nuovo ordine -: non dite grano, non dite couscous, il BOURGHOUL è cosa differente. Poi se non si trova il bourghoul potete mettere il couscous ma la ricette deve avere una sua onestà.

    Prima ricetta dal sito: http://www.cucinaericette.it/ricetta-tabule.asp :

    Ingredienti per 4 persone:
    300 o 350 gr. di couscous moyen (medio)
    1 peperone giallo
    1 peperone verde
    250/300 gr. di pomodori ciliegini
    1 cetriolo di media grandezza
    3 o 4 gambi di sedano bianco
    2 o 3 cipolline fresche
    Sale
    Pepe nero
    Menta fresca
    1 confezione di mais, se di vostro gradimento
    3 limoni
    Olio extravergine d’oliva

    Ora seconda ricetta, quella che Dovete provare a fare. In parentesi ci sono le dosi che ho trovato nella ricetta del sito del tabbouleh's day. Un piccolo dubbio sulle cipolle verdi...Cévette...io presumo sia il cipollotto ma non sono sicura. Leggendo i consigli però dicono che la cipolla bianca è un ottimo surrogato.

    Ingredienti:

    300 gr. di bourghul;

    6 pomodorini tipo “ciliegia” - ma anche 4 pomodori normali -...c'è dissonanza sullo stadio del pomodoro, alcune ricette scrivevano che deve essere "ferme" altre maturo (1100gr maturi o non?);

    1 cipolla bianca dolce (250gr),

    cipolle verdi - cévettes- (300gr sostiuire con 150gr di cipolla bianca se non si trova);

    1 mazzetto di prezzemolo (1600gr); (sulla ricetta scriveva 6 mazzetti vi ho messo il peso così siete a posto)

    1 manciata di foglie di menta fresca(600gr); (2 mazzetti credo)

    succo di 1 limone(150cl); (alcuni consigli dicevano di metterne due di limoni)

    ½ cucchiaino di semi di cumino pestati; (in alcune ricette non c'era questo ingrediente)

    4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva(200cl).

    sale (25gr);

    pepe nero in polvere (3 gr).

    Mettere il bourghoul in un recipiente e coprire d'acqua fredda fino a 2 cm sopra il livello del bourghoul. Agitatelo con la forchetta e togliete le impurità che risalgono alla superficie dell'acqua. Lasciate gonfiare 30 minuti. Nel frattempo lavate il prezzemolo e la menta, spezzettate finemente le foglie con coltello o con tritatore. Pulite, lavate, asciugate e tagliate a cubetti i pomodorini, mondate ed affettate la cipolla a fettine sottili. Metteteli in un insalatiera e conditeli con sale e pepe. Quando il bourghul è adeguatamente gonfio, toglietelo dall'acqua, e premetelo tra le mani per farlo asciugare. Nella ciotola ad insalata, disponete il prezzemolo, la menta, i pomodori, le cipolle ed infine il bourghoul e mescolate delicatamente ma uniformemente, aggiungendo gradualmente olio, succo di limone, pepe e sale. L'aspetto deve essere brillante. Mescolate nuovamente e poi lasciate al fresco per un’ora e mezza prima di servire in tavola.

    Consigli di degustazione: evitate la forchetta (come per tutti i mezzés) e formate piuttosto un boccone (loukmé) di tabbouleh all'estremità della lattuga romana come se fosse un cucchiaio (o come se stesse intingendo un cornetto nel latte).

    Un libanese scriveva nei commenti che non serve lasciare il bourghoul nell'acqua prima, basta metterlo all'inizio nel fondo dell'insalatiera, versare sopra le 2 spremute di limone ed in seguito i pomodori tagliati, così il bourghoul avrà tempo per intenerirsi.

    Questo è quanto..so che è confusa ma aspetto consigli per fare La Ricetta…sapete che sono una cuoca ambiziosa..;-)

    Evviva il Tabbouleh, Evviva il Libano!

    http://www.mondimedievali.net/Gastronauta/ricette10.htm

    http://www.nationaltabboulehday.com/php/recettes_fr/show_recettes_fr.php#up

    July 05

    Pausa musicale II

    MA LO SAPETE CHE IO ORMAI SONO "lebanon forever" quindi un assaggio in musica del Paese dei Cedri... Aks'ser
     

    pausa musicale...

     
     
    Ampia è la canzone che ascolto maggiormente in questi attimi di pausa da tesi...Ivan Segreto, mi piace..e sapete cosa?lo andrò ad ascoltare il 14 insieme al maestro, Battiato..
    July 04

    Khiam 2

    "Al passaggio degli israeliani il 5 settembre 1996, è stata colpita una volta di più; lei urlava... all'inizio, pensavamo che erano militari israeliani che la colpivano. In seguito, ci disse che chi la interrogava era libanese. Io potevo ugualmente sentire dalla mia camera le grida lanciate da ragazzi picchiati; non potevo vedere, solamente sentire!"

    ...Prigione di Khiam...

     "la sera mi torturavano a colpi di shock elettrici; mi hanno torturato sei volte. Ogni volta era Samar che conduceva l'interrogatorio; mi avvolgevano attorno alle dita dei fili elettrici legati a un telefono militare che si azionava con l'aiuto di una manovella... nel 1996 ho visto una donna che aveva costantemente le mani attaccate a delle manette. Per torturarla bastava avvicinare le manette alla presa elettrica... quanto a Hannan Moussa, isolata dagli altri, lei era colpita con l'aiuto di una barra di ferro...". Questo, il racconto di Ali Tawab, 14 anni, che fu arrestato presumibilmente per convincere il padre, già incarcerato come la moglie, ad entrare nelle forze dell' Esercito Del sud Del Libano (SLA). Ali -come altri minorenni detenuti nella prigione- fu oggetto di maltrattamenti come colpi, elettroshock e malnutrizione.

    ...Khiam...

     Le autorità israeliane hanno sempre declinato qualsiasi responsabilità sul controllo della prigione e sui metodi utilizzati al suo interno. Secondo l'Associazione israeliana per i diritti civili in Israele, l'esercito israeliano e lo SLA arrestarono sistematicamente i cittadini del sud del Libano, spesso donne e bambini. I prigionieri venivano detenuti per anni senza controllo giudiziario o motivo.. L' ACRI ha richiesto all' High Court of Justice in Israele di aprire un'inchiesta in cui si richiedeva la liberazione di 4 prigionieri minorenni detenuti nella prigione e sistematicamente torturati.

    ...motivo...

    L'obiettivo ufficiale per "giustificare" questi maltrattementi era di carpire informazioni necessarie per combattere i "terroristi"...(Hezbollah???). Più verosimile le torture avevano lo scopo di costringere le famiglie a collaborare attivamente con le milizie pro-israeliane utilizzando questo sistema come mezzo di pressione (e oppressione) verso coloro che non aderivano alla politica della milizia ausiliare di Israele.

    ...privazione del sonno...celle di 90 cm su 90... questa era Khiam.


    M. Daugherty e R.Geerinckx, Réconcilier l'armée du Liban Sud avec le Liban?, Revue générale (2000-12)135ème année: n°12

    http://www.acri.org.il/english-acri/engine/index.asp

    July 02

    Khiam

     

    Il prossimo 4 luglio il ministro italiano della difesa, Arturo Parisi, si recherà a Beirut per commemorare i militari spagnoli morti nel recente attentato:


    il 24 giugno sei militari del contingenti spagnolo dell'Unifil, sono rimasti uccisi, e due sono rimasti feriti, in un'esplosione causata da un ordigno posto ai bordi di una strada e attivato - probabilmente con un comando a distanza - mentre stavano passando i militari.


    Per alcuni l'obiettivo era far vacillare l'Unifil Plus ma le Nazioni Unite hanno subito dichiarato che avrebbero proseguito la loro missione nel sud del Libano e che non si sarebbero lasciati intimidire dal terrorismo. Mohammad Rashid Kabbani, il Gran Muftì sunnita, ha accusato coloro che si celano dietro gli attentati di voler far cadere il Libano in un conflitto internazionale sanguinoso analogo a quello in corso in Iraq. Sempre secondo il mufti l'attentato si iscrive tra le promesse di destabilizzare il Libano in caso di creazione del Tribunale Internazionale mentre l'unica soluzione ai problemi del Libano risiede nell'unità e nell'intesa dei libanesi sulle loro istituzioni e l'azione attraverso queste istituzioni. “Se coloro che minacciano di destabilizzare il Libano, a causa di un tribunale a carattere internazionale, non sono complici e autori di questi atti terroristici” dichiara Kabbani, “essi devono cessare tutte le attività politiche situate al di fuori delle istituzioni costituzionali per impedire a terzi di sfruttare le loro minacce per commettere tali atrocità al fine di aumentare le contraddizioni tra loro e la maggioranza parlamentare.” recenti dichiarazioni attribuiscono l'attentato a un gruppo salafista oppure a Hezbollah dissidenti (o alla Siria!stranetto...). Il movimento sciita libanese ha condannato l'attentato, definendolo ‘sospetto’ perchè questo attacco danneggia la gente del sud e tutto il Libano e alimenta l'insicurezza e l'instabilità.


    Il nome di Khiam viene macchiato ancora una volta di sangue. La città ha vissuto fino al 2000 con gli orrori della prigione della vergogna dove uomini, donne e ragazzi libanesi venivano torturati e rinchiusi per anni in codizioni disumane. I racconti di quella prigione fanno vergognare di essere uomini e appartenere a questo putrido mondo. Uno dei tanti link sull'argomento:


    http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=6&ida=&idt=11&idart=4508

     

    vietato il "sogno americano"ad alcuni esponenti siriani

    Nuovo decreto americano per generare pressioni sulla Siria. Il presidente Bush ha vietato l'accesso negli States ad alcune personalità siriane che mirano alla destabilizzazione del Paese dei Cedri. Sulla lista anche il nome dell'ex ministro della difesa Abdel Rahim Mrad, il ministro del lavoro, quello dell'informazione e last but not least dell'ambiente. Il divieto riguarda gli ufficiali ed ex ufficiali libanesi e i cittadini privati che minano deliberatamente la sovranità del Libano e il suo governo democraticamente eletto. Negato l'accesso anche allle mogli e ai figli minori delle persone iscritte sulla lista. Si tratta di un ulteriore strumento dell'amministrazione americana per ricordare il sostegno della comunità internazionale al Libano e bloccare le continue forme di ingerenza (ma anche questa non è una forma di intromissione?) all'interno del Paese. I continui attentati e omicidi che avvengono su territorio libanese sono imputati, dalla maggioranza in parlamento e dai suoi alleati occidentali, alla Siria. Il Libano ha sempre svolto una funzione "cuscinetto" ponendosi in mezzo alle due parti in lotta, da un lato l'alleanza israelo-americana e dall'altro lato il tandem iraniano-siriano. La recente dichiarazione del patriarca Sfeir appare emblematica di una situazione troppo spesso ripetutasi nel Paese: "ceux qui ont entre les mains la clé d’une solution, qui peuvent aussi bien nouer que dénouer, ne sont pas au Liban". [coloro che hanno tra le mani la chiave di una soluzione, che possono tanto intrecciare, legare quanto sciogliere, non sono in Libano].L'ex ambasciatore e capo dei servizi segreti Johnny Abdo ritiene che: « il existe au Liban un camp soutenu par la communauté internationale et un camp… qui soutient le régime syrien, et non l’inverse ». [esiste in Libano un campo sostenuto dalla comunità internazionale e un campo...che sostiene il regime siriano, e non l'inverso]. Egli prevede inoltre che i prossimi due mesi saranno "neri per il Libano". Il capo del blocco parlamentare Hezbollah, Mohammad Raad, afferma che « le parti du pouvoir tente, sur demande US, de perdre du temps pendant deux ou trois mois, jusqu’à ce que l’Américain décide de ce qu’il veut pour le Liban. Soit l’anarchie et le renversement définitif du pouvoir et de ses institutions. Soit la stabilité, à travers une consigne donnée par Washington au mandaté local, constitué des formations, des forces et des courants représentés au sein du parti du pouvoir, d’accepter le partenariat national, et de s’y soumettre ». [la parte al potere tenta, su richiesta USA, di perdere tempo per due o tre mesi, fino a quando l'Americano decide ciò che vuole per il Libano. o l'anarchia e il rovesciamento definitivo del potere e delle sue istituzioni oppure la stabilità, attraverso una consegna data da Washington all'incaricato locale, costituito delle formazioni, delle forze e delle correnti rappresentate in seno al partito al potere, di accettare il partenariato nazionale, e di sottomettersi]

    Ho sottolineato "duo o tre mesi" perchè è il tempo dato per capire la direzione che prenderà il Libano al momento del cambio presidenziale fissato per il 25 settembre prossimo. il combattimento fra i due assi che, se si incroceranno trovando un accordo, porteranno a un presidente che abbia un certo consenso altrimenti un capo di stato di parte. Il cammino per arrivare a "quel giorno" implica una fase di divisioni accentuate e l'aumento di violenza e destabilizzazione nel paese. La sfida non si limita soltanto al Libano ma ingloba anche la questione del nucleare iraniano, l' Iraq, la Palestina e il conflitto arabo-israeliano.

    Fonti citate da l'Orient-les-jours del 30 giugno 2007