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    September 25

    souviens-toi

    data simbolo dell'apertura delle trattative per l'elezione del nuovo presidente che deve avvenire prima del 24 novembre. continueranno i colloqui informali sarà tra un mese la prossima seduta parlamentare...può sembrare come un reality, chi sarà il canditato vincente? e quali componenti della Caaaasa verranno eliminati? e sempre rispetto al Libano, non posso tralasciare un altro anniversario, 25 anni dal massacro di sabra e chatila i due campi di rifugiati palestinesi che hanno visto l'orrore compiersi dal 16 al 18 settembre del 1982. ora devo prediligere la sintesi perchè non amo raccontare in maniera asettica una parte di storia che mi ha fatto assaggiare più volte il sapore delle lacrime, quindi rimanderò a momenti introspettivi migliori. bastava ricordare. per ora.

    André e lady Oscar

    un caloroso abbraccio per chi abbandona il palco con la delicatezza di una carezza, con la mano che ha accompagnato la storia del XX° sec, attraverso le sue battaglie, le sue idee e il suo amore. liberazione individuale e collettiva si condizionano reciprocamente, e in questo gesto io sento la tua filosofia.

    Bon Voyage André e Dorine.

     
    September 20

    non riesco a scrivere un titolo, non oggi

    Halas! Quanto ancora proseguirà la caccia? Un altro deputato cristiano maronita, antisiriano, è stato assassinato oggi o per la precisione ieri nel tardo pomeriggio nel quartiere cristiano di Sin el-Fil. Il ricordo torna sui precedenti attentati e le dinamiche sembrano non cambiare: autobomba, muore deputato della maggioranza. Il deputato. altri 9 morti. 20 feriti. Antoine Ghanem apparteneva al Kataeb, lo stesso di Amin Gemayel che nel novembre scorso perse il figlio, Pierre Gemayel ministro dell'industria, in un attentato simile. Le accuse rivolte alla Siria, le smentite, le preoccupazioni dei politici...sembra che la caccia ai deputati della maggioranza per ribaltare i numeri in parlamento non sia solo una fantasia cospirazionista. Pare che la democrazia stia perdendo ogni valore. immaginavo avrebbero ricominciato, la stagione è riaperta, si deve decidere un nuovo presidente, e un metodo per farlo è insinuare il panico, il terrore. credo che fino al 22 novembre, giorno di festa per l'Indipendenza del Paese e data in cui entrarà in carica il nuovo mandato presidenziale, il paese dei cedri coverà una malattia, per la quale non si conosce antidoto, che potrà infettare il sistema, parzialmente o nella sua totalità. 

    September 15

    Oriana vs Oriana

     

    Oggi ho pensato a Oriana. Quella famosa. Quella vinta dall' "Alieno" e ancor prima dalla malattia chiamata mondo, dalla fobia del terrorismo e dell'islam che le ha fatto perdere il senso (o il senno) di democrazia, di rispetto del diritto alla differenza. Oggi, trascorso un anno, la sua persona prende spazio nelle mie riflessioni disarticolate. Lei che mi ha dato il nome ispirando con i suoi libri mia mamma che cercava qualcosa che racchiudesse al suo interno anche le lettere dei nomi delle mie sorelle maggiori, per una sensazione di unione indissolubile, lasciando una vocale che fosse solamente mia, la "O". Così, nel 1981, io sono diventata Oriana. Nei primi anni di vita avrei preferito chiamarmi Sara, Chiara, Valentina...Mi dava fastidio non avere un onomastico, nessuna Santa stoica di cui andare fiera. Poi verso i quindici anni si è posato tra le mie mani "Lettera a un bambino mai nato". Ricordo di aver pianto, una lacrima per ogni vibrazione di nervi. Mi sono sentita VIVA, strano per un libro che si conclude con una scelta opposta. Eppure lì l'ho sentita: non giudicante, con una comprensione più forte di tante altre persone che si manifestano con delle maschere per essere considerati puri e innocenti. Mi sono innamorata di Lei perchè adoro le persone che non hanno paura di essere malvolute "spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato". Scrittura fluente, spiccata intelligenza, spesso ero lontana dal suo modo di pensare. Percepivo però la forza delle sue parole, il vigore con il quale attraverso la scrittura Lei riusciva ad affermarsi...se così non fosse stato, nessuno l'avrebbe criticata per quello scritto dopo il crollo delle torri gemelle. Ci sarebbe stata polemica per qualche giorno e poi tutto sarebbe scemato. Invece le sue parole così potenti sono state usate per lanciare un nuovo prodotto sul mercato, i suoi libri-articoli-interviste erano ovunque. I sostenitori e gli oppositori continuavano a parlare di Oriana (evito di scrivere il cognome per mantenere la coccola del pensiero intimo, tra me e lei) e dello scontro di civiltà. Da quel momento ho vissuto un sentimento dicotomico. Lei era per me. Mi stava deludendo, non potevo sopportare che quelle parole così aggressive e violente fossero un prodotto della sua espressione. Ho cominciato un processo di demistificazione verso il suo ideale: inviata di guerra, emancipata, forte, indipendente, aperta, con l'ambizione di raccontare il vero...io che da lei nutrivo il desiderio di intervistare Arafat, Pahlavi, Kissinger, Khomeini, ecc... volevo vedere la Storia e volevo parlare con la Storia. essere Lei. A 16 anni ho letto “Penelope alla guerra” e anche lì mi sono sentita un fuoco dentro. Dopo l'11/09 ho iniziato a dimenticarmene; non volevo più emularla. Distaccandomi dalle sue posizioni, mi sono allontanata in tutto e Oriana è sfumata dalla mia mente. Sono partita per Beirut senza pensare a Lei, al Suo libro. Vagavo per la città, incontravo persone che mi raccontavano e lì ho forse imparato ad ascoltare. Poichè il Libano è piccino conoscevo sempre più gente che conosceva gente...così ho avuto il privilegio di partecipare a una riunione di intellettuali libanesi di varia origine e idee politiche. Alcuni personaggi attirarono la mia attenzione: loro sarebbero stati i miei prossimi interlocutori. Così chiesi il primo incontro a uno storico-archeologo. La settimana dopo ero a ricevimento da lui e Hareth Boustany esordì con queste parole: “Ho conosciuto un'altra persona con il suo nome qualche anno fa: Oriana Fallaci”. Io stavo intervistando la stessa persona che Oriana aveva consultato per scrivere “Insciallah”... il tempo di emozionarmi è stato breve, ho subito cominciato il colloquio che è durato quattro ore tra caffé e sigarette e libri regalati. Poi il rumore e il profumo della guerra e l'evacuazione...il tempo di cominciare a reagire e Oriana sparisce il 15 settembre. Nei vari programmi commemorativi, mi è ritornata un po' famigliare la sua figura, soprattutto quando Oriana era in Libano.

    e mi lascia in eredità una frase che Lei ha usato per sostenere opinioni completamente diverse dalle mie e per affermare le verità che io invece mi proclamo di confutare...« Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre »

    (Oriana Fallaci, La rabbia e l'orgoglio)

    Esattamente, ci sono momenti in cui non si può tacere e parlare diventa un obbligo. Grazie Oriana per questa frase che mi dona coraggio, continuo la mia tesi, continuo i miei pensieri e viva il Libano, il Medio Oriente e la totalità poliedrica di questo sistema chiamato mondo.

    September 14

    noi siamo più importanti delle stelle

    intellectuel n'est pas tjrs synonyme d'intelligent (Alexandra David-Neel)
     

    tout est energie. energie, force, que tu met dans ce que tu fais

    tout ca depend de ton ame

    ton equilibre interne. ta passion

    arrete de te faire des images de superiorite et d'inferiorite. de capable de non capable. ca n'existe pas ca.

    concentre toi sur ton energie et tout se materialisera

    people invent this concept of "intelligence" because they did not listen to what is inside them.

    they are afraid of it.

     so they think that some people are better some people are worse

    thanks my friend to say me that

    September 04

    l'isola che non c'è

    il mio blog è rimasto muto. nell'isola che non c'è internet non si è manifestato...ho avuto l'esigenza di rifugiarmi in uno spazio geografico definito ma chimerico. Così sono stata lontana dalla rete. Ho provato disagio per questo, l'assenza di "intercotina" mi ha reso insopportabile. è stata una scelta ragionata perchè il mio didentro aveva bisogno che mi concentrassi solo su di lui, evitando evasioni continue al fine di parlare con il mio ego leso. Non ho comunque smesso di indagare sul sistema mondo: il problema dell'acqua, il terrorismo ossia la rappresentazione soggettiva data dalla nostra società, i racconti di guerra di un giornalista ebreo di un elevatura morale straordinaria e la biografia di Giovanni Soldini con le sue navigazioni solitarie e salvataggi eroici...in più ho continuato a partecipare alla vita con le sue coccole e i suoi schiaffi. Ho seguitato a osservare il Libano, attraverso i racconti di amici (mi ha scritto, Lui, "on a perdu le Liban"), i libri e i servizi in televisione...e durante tutto questo sentivo le stesse emozioni di sempre ma sull'isola che non c'è non riuscivo a parlarne e allora il vecchio Spugna mi ha rivelato che non si possono spiegare cose che si hanno dentro, è meglio lasciar correre e tenersi le proprie emozioni e ancora Scoprirai che le cose di dentro sono le più preziose e che a volte non vale la pena condividerle. Oramai mi conoscete però, scrivo frasi banali con un italiano fanciullesco ma tento di trasmettere sensazioni, le mie, perchè nessuno deve avera paura di quello che è o prova, siamo tutti vincenti e accumuliamo fallimenti continui. levo la maschera, je suis comme je suis per dirla alla Prévert, sono fatta così quando ho voglia di ridere, rido.

    "

    Son d'accordo con voi,
    non esiste una terra
    dove non ci son santi né eroi
    e se non ci son ladri,
    e se non c'è mai la guerra,
    forse è proprio l'isola che non c'è
    ... che non c'è. [...]

    E ti prendono in giro
    se continui a cercarla,
    ma non darti per vinto perché
    chi ci ha già rinunciato
    e ti ride alle spalle
    forse è ancora più pazzo di te!

    "

     Edoardo Bennato, L'isola che non c'è