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Somewhere over the rainbow..."malinconie brevissime e fuggitivo ridere""What are the links between this space and me? Where do questions on the infinity of time and space lead to? Civilizations built on revenge shall disappear. So would the others. Could we then go on thinking?" - There - E. ADNAN. August 08 "io ti stringo le manirimani qui, cadrà la neve a breve". Direbbe Fabi. Per ora la neve non c'è e le sue mani si allontanano ancora una volta. Prima del canonico mese. Forse a quella scadenza ci si arriva senza lotta. Quando conduci la tua battaglia la guerra finisce prima. o si vince, o . Come si cambia? Cambio e cosa divento? Qualcosa che qualcuno non ritrova. Mi sento come il primo fiore della primavera. Il più coraggioso. Ha deciso di contrastare il freddo intorno, spinge per essere, per divenire. Tuttavia, è solo. Fa ancora troppo freddo. é un bel fiore comunque. talmente fascinoso che qualcuno lo raccoglie, lo mette in un vaso e lo mostra orgoglioso come il primo fiore di primavera. Colorato, profuma e sorride. Intanto muore perchè senza terra, senza nutrimento è destinato ad appassire. "Dormi sepolto in campo di grano August 04 ancora una voltaMi ritrovo a scrivere qui. da un po' avevo smesso per via delle faccende quotidiane che impediscono di ripensarti. Inoltre scrivendo sul blog del servizio civile ho perso i contatti con questa realtà, che, di fatto, è quella che mi appartiene. sono queste pagine che hanno racchiuso i miei pensieri notturni, chiamateli deliri se vi pare, o banalità. Se ricordo quelle notti vivo di nostalgia. ero angosciata, depressa. forse, però, avevo un contatto e rapporto più intimo con me stessa. indagavo le tenebre per riscoprire la luce. Inoltre non c'è più pubblico o "tutti chiusero gli occhi nell'attimo stesso in cui partì" (De Gregori - la donna cannone).
Un vecchio amico o uno nuovo magari avranno voglia di riprendermi e quindi per non deludere loro, o i fantasmi, riscrivo.
Ultimo sorso di rhum agricolo. Ultimi sorsi di Libano.
Dovrei coricarmi, ho 8 persone che vogliono fare un percorso insieme a noi qui in Libano per tre settimane. Sono ancora distanti, non lo vivono per ora. Forse la mia gelosia per questo posto mi impedisce di trasmettere troppo. Domani magarifarò loro il solletico e aspetto che ridano un po'.
Il libano secondo Oriana non è più guerra o bombe. è diventato campo, rifugiati palestinesi. è diventato il cancro di Warde che lascerà due figli piccoli a breve. l'introvabile rene per Intissar, una povertà che a ben vedere si trova ovunque - anche e ben peggio magari in Italia - ma che loro devono per forza trovare ovunque perchè non hanno neanche un paese da maledire. nonostante quelle risoluzioni che garantiscono un diritto al ritorno.
e poi c'è comunque jazz, blues e amori impossibili. Anche questo è il mio Libano... February 14 VenerdìseraBambino, armato e disarmato...riascolto una Paola Turci datata 1989. Avevo otto anni e questa canzone ha rappresentato uno dei punti costituenti i due assi cartesiani della mia vita. Le persone che mi conoscono meno – e Facebook è un ottimo catalizzatore per la riesumazione dei “cadaveri” - mi chiedono perché intraprendo questi cammini, che mi isolano e allontanano da una vita normale, per avventurarmi in Paesi esotici. Dove c'è la guerra. O c'è stata o ci sarà. O è solo a una «tot» distanza. Mi ritornano alla memoria i racconti degli altri SCE nell’incontro di dicembre, storie di bambini e di COLLA...Ragazzini corrono sui muri neri di città, sanno tutto dell’amore che si prende e non si dà. Sanno vendere il silenzio e il male la loro poca libertà, Vendono polvere bianca ai nostri anni e alla pietà...
È venerdì sera e ho appena finito di vedere «L'ospite inatteso» di Thomas McCarthy. Hiam Abbass, che nel film interpreta il ruolo della madre di Tarek ragazzo siriano, ha recitato anche, ma non solo (ricordiamo tra i tanti «La sposa siriana»), ne «Il giardino di limoni». L’attrice, arabo-israeliana di origini palestinesi, mi trasmette una sensazione di familiarità: Hiam ha una bellezza naturale e il Suo è uno sguardo profondo che nella mia immaginazione porta con sé l'esodo di un popolo espulso, rifugiato in campi sparsi per il mondo, accolto poco e odiato tanto, come qui in Libano. Un Libano che attribuisce ai palestinesi la sua rovina, fermo e chiuso nel ricordo di due date storiche: gli accordi del Cairo del 1969 che hanno permesso la lotta armata palestinese contro Israele dall’interno del Paese dei Cedri e il 1975 anno di inizio della guerra “civile” caratterizzato da uno scontro libano-palestinese. Bambini vittime di un sistema nefando; due gli esempi di oggi (anche piuttosto blandi rispetto a quelli di ieri e di domani): un padre che sperpera il suo stipendio per giocare d’azzardo, senza nessuna intenzione di smettere, e che impedisce così a suo figlio, un ragazzino vivace e creativo, di condurre una vita normale. Una ragazza di quindici anni che vuole morire; mi ha mostrato i graffi autoinflitti sulla pancia. Evidentemente non si voleva fare troppo male però...però... Crescerò e sarò un po’ più uomo ancora Un’altra guerra mi cullerà. Piccole briciole, descritte forse in modo un po’ maldestro, per ricordare coloro che davvero non hanno avuto la possibilità di vivere una vita normale e che sono trattati come reietti o terroristi. Caino, invece, siamo noi che non possiamo/vogliamo capire e che rimaniamo al di là del vetro accusando e disprezzando i nostri fratelli ritenendoli indegni di abitare la nostra stessa terra. E nel momento in cui ‘Tarek’ sarà espulso, magari per una denuncia esposta da un medico, e tornerà nel suo Paese, noi ci dimenticheremo anche del Suo nome. February 13 M'illumino di menoAvrei dovuto scriverlo prima questo post ed ora mi pare tardi. ma tardi è meglio di tardissimo.
Il titolo: M'illumino di meno. Istruzioni per l'uso: semplice, semplicissimo come un "click" di un interruttore spento! L'iniziativa promossa da Caterpillar, programma di Radiodue, è volta a sensibilizzare le persone ad impegnarsi in nome del risparmio energetico. Quando? Oggi. A che ora? a partire dalle 18 (ora italiana) siamo tutti invitati a spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili per favorire il calore e il romanticismo di una candela (visto che domani è anche San Valenticchio chi se lo può permettere può iniziare i festeggiamenti da oggi!). Dove: In-Ogni-Dove. Anche qui in Libano! A questo proposito vorrei segnalare infatti l'iniziativa di COSV, un'ONG milanese che opera in partner con Dpna, la quale ha coinvolto nella proposta la società elettrica libanese con questo risultato: alle 19 locali le luci di alcune vie della città di Saida nonché Sidone saranno spente, verranno accese candele e distribuiti volantini con il "decalogo" della campagna. E, quanto c'è bisogno di una giornata come questa qui, in Libano, dove il mistero dell'elettricità alternata ai generatori mi risulta ancora come un nodo gordiano. Il bianconiglio mi ripeterebbe, noioso, è tardi è tardi, ma chissà che non possa ritrovarvi stasera in casa a leggere un libro a lume di candela o a fare una bella chiacchierata in famiglia con tanto di antipasto, primo, secondo, contorno, caffè, ammazza caffè ecc...non tutte le energie vanno risparmiate oggi!!! (i piatti, però, poi vanno lavati a mano e con pochissima acqua perché intanto, come diceva un vecchio marinaio, un po' di unto sulle pentole dà sapore). Un abbraccio a tutti! ![]() January 19 è successo il 14 gennaio......del 1976: Dopo un'assediamento di quattro giorni, le milizie cristiane hanno preso il campo di rifugiati palestinesi a Dbayeh a 30 Km circa a nord-est di Beirut. La popolazione principalmente cristiana del piccolo accampamento è stata risparmiata e il campo è riuscito a rinascere. Ora, in questo campo ci sono anch'io. |
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